
Il punto di partenza
Commissioni dei marketplace, spedizioni, resi, pubblicità, sconti, pagamenti: in un e-commerce i costi sono sparsi su decine di fonti diverse. Senza metterli insieme si scopre a fine anno che il canale che vende di più è quello che guadagna di meno.
Costruisco sistemi di controllo di gestione collegati a Shopify, ai marketplace, alle piattaforme pubblicitarie, ai corrieri e al gestionale: margine per ordine, prodotto, brand, canale e paese, quadrato con i dati contabili.
Lo faccio per e-commerce di moda, casa e arredo ed edilizia, integrandomi con gestionali come Atelier, Zucchetti e con la contabilità. E lo uso io per primo: ogni decisione che propongo a un cliente parte da questi numeri.
Il principio
Spesso il marketing guarda il ROAS, il magazzino guarda le giacenze, l'amministrazione guarda la banca, e ognuno ha ragione sui propri numeri. Il controllo di gestione li mette nella stessa tabella.
L'obiettivo è che ogni decisione, dal budget pubblicitario all'ordine al fornitore, si prenda sullo stesso dato.
Margini
Per ogni ordine si calcola quello che resta davvero, sottraendo tutti i costi reali e non quelli stimati:
— Costo del prodotto dal gestionale
— Commissioni di marketplace e metodi di pagamento
— Spedizione, dalle fatture reali dei corrieri
— Resi e rimborsi
— Quota di pubblicità, per canale
— IVA e imposte dei paesi di destinazione
Il risultato si legge per brand, prodotto, canale e paese, e si quadra ogni mese con Shopify e con la contabilità. Per i marketplace come Zalando si calcolano anche le condizioni della logistica dedicata, che cambiano completamente il margine.
Magazzino e acquisti
Nella moda e nell'arredo il capitale è fermo sugli scaffali. Leggere il magazzino insieme alle vendite cambia le decisioni d'acquisto.
— Riassortimenti per taglia e colore sulle vendite reali
— Prodotti fermi da liquidare prima che perdano valore
— Previsioni d'acquisto per stagione e per fornitore
— Analisi di cassa e degli impegni verso i fornitori per la direzione
I dati arrivano dal gestionale che hai già, collegato alle vendite online e del negozio fisico.
Mercato
Il margine dipende anche da quello che succede fuori dall'azienda.
— Monitoraggio quotidiano dei prezzi dei concorrenti sugli stessi prodotti, agganciati per codice EAN
— Gestione dei prezzi e della Buy Box su Amazon
— Cruscotto unico della pubblicità su Google, Meta e TikTok, con MER e margine per canale
— Controllo del lavoro delle agenzie su obiettivi condivisi
— Confronto e controllo dei costi dei corrieri
Così diventa chiaro dove alzare i prezzi senza perdere vendite, dove la pubblicità rende e dove brucia budget.
Cosa comprende
— Mappa delle fonti dati: Shopify, marketplace, pubblicità, corrieri, gestionale, contabilità
— Margine per ordine, prodotto, brand, canale e paese
— Quadratura mensile con i dati contabili
— Magazzino, riassortimenti e acquisti
— Prezzi dei concorrenti e Buy Box
— Cruscotto della pubblicità su MER e margine
— Report periodici per la direzione
Domande frequenti
No. Si parte dai dati che hai già, collegati tra loro. Strumenti nuovi si aggiungono solo dove servono davvero.
Ho lavorato con gestionali per il retail come Atelier, con Zucchetti e con l'export verso la contabilità. Negli altri casi si parte dalle esportazioni disponibili e si automatizza dove si può.
Si parte dalle fonti principali, vendite e pubblicità, e si aggiungono le altre per gradi. I primi numeri utili arrivano presto; la quadratura completa con la contabilità richiede qualche ciclo mensile.
Sì, anzi: prima si impara a leggere il margine, meno errori costosi si fanno crescendo. La versione iniziale può essere molto semplice.